DIARIO della settimana santa 2016-SINIS

La preparazione a questo evento è stata lungo. già da ottobre scorso eravamo in preparazione per questa settimana santa sul #cammino100torri. Ma la voglia di creare un evento è stata maggiore proprio in occasione dell’inaugurazione dell’associazione: #cammino100torri.

Poi l’arrivo di Italo per percorrere tutto il periplo proprio in concomitanza con questo evento ci ha dato una spinta in più. Siamo andati a prendere Italo e Bruno. Dove dall’aeroporto lo abbiamo accompagnato fin alla Torre della quarta reggia. L’arrivo di Cinzia in aeroporto ha incrementato la quota “continentale” dei camminatori dopo un bel pranzo ci siamo dati appuntamento (io gli ho lasciati ma loro hanno continuato a stare insieme) alle 10:00 alla stazione dei treni per andare ad Oristano e incontrare Maria Carmela e gli altri.

Arrivato puntualmente in stazione, loro saranno stati già lì da ore. Abbiamo incontrato il resto della ciurma, Gemma ed Giuliano. Che meno male hanno riportato le quote sarde in maggioranza. Via verso Oristano, arrivati ad Oristano puntiamo verso la stazione dei bus ad incontrare Maria Carmela. Incontriamo le prime torri non costiere di Oristano. Subito a mangiare in una splendida location che ci ha fatto tornare in mente i migliori bar pellegrini. Tra le 1000 chiamate ecco anche quella di Zigheddu che arriva e subito ci racconta altre storie e si mette pure a cantare. Mangiare con Zigheddu é un onore. Finito il pranzo dove le padroni di casa Chiara ed Antonella ci abbandonano per poi incontrarci per prendere Maria Carmela alla Torre di Pittinurri, e da li iniziare il nostro cammino.

IMG_20160321_152501Prima destinazione Santa Caterina di Pittinurri, raggiungibile tramite  il bus 703 dell’ARST. subito scesi dopo la seconda fermata proprio davanti al benzinaio raggiungiamo
la Torre del Pozzo. Aspettando l’ultimo della giornata Angelo, che incontriamo appunto tra la prima e la seconda Torre
sulla strada asfaltata che unisce Torre di Pittinurri con Torre del Pozzo.  Tra le due torri oltre ad Angelo abbiamIMG_20160321_153154o visto il meraviglioso arco de s’Archittu e l’omonima frazione. Fata la foto di rito abbiamo proceduto vero il campeggio Nurapolis di Narbolia. Ottima accoglienza, ci accompagnano ai nostri camper dove dopo aver cucinato e fatto la doccia ci riposiamo per una sveglia piuttosto mattutina. Timbro del passaporto del C100T e primo sello.

Riprendiamo la strada verso Is Benas verso la spiaggia, 4 km di soffice sabbia gialla. arrivata al canale oltrepassiamo il ponticello dei pescatori, e poi svoltato alla primo incrocio a destra direzione terza Torre: Torre di Scala de Sali. Proseguendo lungo la costa su un sentiero a pochi metri dalla costa scendiamo verso Sa Rocca Tunda e da li dritti su una splendida spiaggia, piccola sosta in un delizioso bar e soprattutto aperto e gIMG_20160322_090802estito da due ragazze. Dopo nemmeno un ora facciamo visita all’oasi felina de Su Pallosu dove i gatti arrivano fino alla spiaggia. Dopo un sali e scendi si arriva alla quarta Torre: Torre di Capu Mannu. Si continua salire, il vento non ci lascia tregua non si riesce a parlare l’uno con l’altro, ma il paesaggio è unico. Davanti a noi il Faro di Capu Mannu dove l’elica che lo alimenta non si ferma nemmeno un secondo. Ci fermiamo ad ammirare la Torre de Sa Mora e via verso Mandriola, dove ci aspetta Michele.
IMG_20160323_071617Ci accoglie nella chiesa, splendido e fantastica location. Ci siamo sentiti a casa, peccato non aver potuto incontrare di persona Don Ignazio il quale  gentilissimo ci ha messo a disposizione la canonica facendoci sentire ancor più pellegrini lungo la via dei giganti. Dopo una buona cena merito del buon Angelo ci ritiriamo nei nostri alloggi.

Lunga notte di pioggia. Incontro al market di Putzu Idu alle 8:00 e via lungo il cammino. Giornataccia per camminare! Dopo lasciata S’Arena Scoada la pioggia e il vento non ci abbandonano un secondo: 3 ore proprio mentre camminiamo sulla scogliera a picco sul mare. Un panorama unico. Scogliera a picco che sembrano scolpite e piccole pinete dove gli alberi cercano di lottare contro il maestrale dominante. All’improvviso il vento che fino ad allora era implacabilmente costante  si ferma. Davanti a noi la spiaggia di mari ermi ed poi Is Arutas, la strada è fango ed acqua, enormi pozzanghere, decido di salire sul muretto, dopo 10 metri capisco che è meglio scendere. Angelo passa per la spiaggia spingendo la bici, Gemma mi segue ma sull’erba. Riusciamo a conquistare uno dei chioschi ed a mangiare: finalmente il meritato panino. Ripartiamo, angelo ci abbandona per prendere la stIMG_20160323_120322rada, ci saluta euforico (dopo abbiamo scoperto che invece aveva forato!!). proseguiamo ed incontriamo una macchina rossa, da dove escono due signori spagnoli, ci guardano un po’ così  ci chiedono le solite informazioni e ci scambiamo i saluti… appena girati il signor spagnolo ci saluta con una frase che mi ha fatto venire la pelle d’oca: buon camino!! Io e gemma come due bambini ci siamo girati e con un sorriso da 50 denti gli abbiamo risposto: -grazias. Quel buen camino ci ha messo di buon umore e mi ha anche un po’ emozionato.

Davanti a noi Maimoni e le orme dei nostri compagni, vediamo il relitto di Seu e purtroppo “abbiamo sbagliato strada” e vediamo la Torre Seu da lontano, ma comunque passiamo nell’oasi wwf, quindi anche li brevissima sosta all’interno della pineta e poi ancora giù fino al bar di Funtana Meiga (chiuso), aspettiamo gli altri infreddoliti dal vento e ci rechiamo a casa dove mangiamo e dormiamo poco.

Il giorno dopo si aggiunge a noi quel pazzo furioso di Federico e finalmente Maestra Carmela riesce a liberarsi dai suoi impegni lavorativi e si dedica un po’ a noi. Con nostra IMG_20160324_094501grande gioia. Prima tappa della giornata la vicinissima San Giovanni di Sinis, proseguiamo e lasciamo gli zaini ed Angelo in un chiosco e ci IMG_20160324_101409rechiamo fino al faro di Capo San Marco. Si dice che sia identico a quello di Finisterre: giudicate voi.

Ritorniamo indietro e dopo le mille foto di rito alle due torri, procediamo in direzione del villaggio di San Salvatore dove 30 anni fa si giravano i film western. Ovviamente troviamo la chiesa chiusa e quindi ci concediamo visto che la colazione di 3 ore prima non bastava una bella pausa pranzo. Ripresi dai fumi dell’alcool del mirto con carrellino e bicicletta e pochi piedi puntiamo alla prossima Torre, quella di Cabras.IMG_20160324_163402 Una delle poche torri ancora visitabili, ci asciughiamo i piedi e ci togliamo il fango. La strada è totalmente satura d’acqua, Italo entra nelle pozzanghere dritto come un treno noi ci ammazziamo per evitare le piscine d’acqua che i 2 giorni precedenti di pioggia hanno creato; alla fin fine Italo aveva ancora una volta ragione sarebbe stato meglio andarci dritti dritti dentro. Torre Grande è vicina, ancor di più Cabras IMG_20160324_170956che andiamo a visitare. Ritorniamo indietro. Siamo tutti un po’ stanchi, le scarpe son sporche e oramai i 60 km in 3 giorni gli abbiamo superati. Anche chi è abituato purtroppo non avendo dormito molto la notte prima accusa stanchezza. Come un miraggio compare quasi ad un chilometro prima: Torre Grande. Bella e grande in tutti i sensi, la frazione di Oristano mi piace tantissimo  un paesino che avvolge la sua Torre. Andiamo a riposarci un po’, dopo l’ennesima sosta bar (oramai una tradizione: noi il diabete lo combattiamo così: di bar in bar). Dopo che la mitica Maria Carmela ci porta la spesa ed l’oramai chef Angelo, investito di tale carica dal gruppo, ci fanno mangiare ci ritiriamo negli alloggi di Torre Grande. Piccolino il sonno…. rende di più in sardo, i continentali non me ne vogliano: -Pitticcu su sonnu!!!

 

Abbiamo dormito benissimo. Forse Giuliano sopra il semovente letto un po’ meno. Ci rechiamo al bar. Dove alcune persone del gruppo (non posso far nomi) hanno svaligiato il bar portando via quasi tutte le paste: #affanculoaldiabete!!! Via si riparte. A noi la notte prima si aggiunge Anna Luisa che ogni tanto ci intona qualcosa. La Cinzia sta male. Ha sforzato un bel po’ la gamba. Il buon Italo o Sant’Italo gli porta persino lo zaino. La tappa è per lunghi tratti sul canale, il gruppo si dilata, ma piacevolmente ci aspettiamo per ridere e scherzare assieme. Arrivati al porto industriale di Oristano decidiamo di fare pochi metri in più di asfalto (diciamo scelta obbligata visto che alcune persone han chiuso passaggi pubblici con cancelli, filo spinato e pallet). Velocemente arriviamo sopra le dune dove una sequenza di passerella ci portano proprio davanti al Martini Beach e da li un bel rettilineo lungo la costa, il mare, la spiaggia, i bunker alla nostra destra, una distesa di cespugli e poi una lunga pineta alla nostra sinistra. Decidiamo di fare una sosta dopo lo stupenda passerella de S’Ena Arrubia. Dove gentilmente i pescatori ci fanno passare e raggiungere una bella pineta. La tappa della giornata sarebbe dovuta finire qui ma purtroppo il campeggio è ancora chiuso e quindi via ancora verso il nostro santissimo B&B Memo’s Affittacamere. Ci accoglie Daniele, di una gentilezza unica e poi il posto… senza parole: immerso nel verde, il dondolo, i letti, la doccia enorme. Insomma un paradiso. Ci mangiamo il mondo  e poi ce ne andiamo a dormire nelle camerate uomini e donne. Italo mi confida che non sarebbe ripartito, si trova a suo agio. Arriva il momento della colazione e sinceramente la migliore colazione fino ad allora, torta caffè etc etc. si parte felici direzione Arborea a raggiungere Rossella. Rettilinei infiniti ci portano al centro di Arborea ed alla orami ritualistica sosta Bar dove Italo incontra i suoi conterranei ed iniziano a parlare uno strano dialetto. Proseguiamo in direzione Marcedi. Decidiamo di continuare lontano dal mare. Mai decisione fu più sbagliata. Il paesaggio è monotono, oramai ci eravamo abituati al rumore del mare. Vabè!! Comunque ci siamo fatti un paio di chili di asparagi. Arrivati a Marcedi si aggiungono a noi anche Stefano e Lidia.

La casa di Marcedi diciamo che non rispetta i nostri parametri minimi di accoglienza, anche se la frazione è bellina. Decidiamo di chiamare subito B&B Memo’s e di prenotare per i giorni a seguire. Subito dopo ecco che arriva anche Roberto e quel pazzo scatenato di Antonio. Oramai il gruppo è al completo. Non c’è ne spazio ne voglia di cucinare e quindi tutti in pizzeria. Io dormo con Stefano e Roberto in camper. Gli altri nella casa che tutti felicemente il giorno dopo abbandoniamo.

Colazione e Spesa di Pasqua nel gentilissimo bar di Sant’Antonio di Santadi proprio davanti alla chiesa. Sosta Piacevole dove leggiamo anche l’articolo che la Nuova Sardegna ha fatto sul nostro cammino. Puntiamo finalmente dritti verso il mare costeggiamo aimè la base militare lungo la strada asfaltata stranamente affollata di auto ed arriviamo prima a Pistis e poi iniziamo a mio parere una delle spiagge più belle, con le sue dune . dopo 5 chilometri di spiaggia dove il sorriso  è stampato nel nostro viso, sosta al chiosco proprio mentre lo stanno rimontando. Siamo i primi clienti della stagione. Torre dei Corsari è li sopra di noi. Ultima Torre del nostro cammino per questa volta. Conquistiamo anche quella, 12 torri, 110km percorsi, 30 km solo su spiaggia. Siccome non ci dovevamo proprio far mancar niente. Decidiamo di andare anche a fare il giro largo di Torre dei Corsari raggiungendo quota 32 chilometri giornalieri, ritornando al ponte di Marcedi. Stanchi ed affamati puntiamo al B&B Memo’s dove il buon Angelo sta a cucinare il cinghiale. Si noi ci siamo mangiati il cinghiale e fidatevi era buono. Seconda notte in camper.

Sveglia ed ecco qua la colazione. 2 torte cappuccino. Ok mi voglio riposare. Ma gli altri vogliono camminare. E su via  a fare il pezzo che ci mancava della costa di Arborea. Ovviamente con grande stupore ci troviamo catapultati in un saloon western ad Arborea. Con cavalli che ci camminano affianco. Eravamo giunti all’horse country. Raggiungiamo la spiaggia ci “appatelliamo” un po’ e torniamo per pranzo (le 15:00) al nostro b&b dove glia altri son belli che rilassati. Dopo il saluto di Roberto e di Stefano che ci devono abbandonare, decidiamo di andarci a bere qualcosa ad Arborea io Federico ed Antonio. Che ce ne frega altri 12km tra andata e ritorno. Giusto per non farci mancare niente. Comunque una bella passeggiata ho riso tantissimo. Grazie Antonio e Federico. Una bel trancio di pizza e buona notte. Questa volta in una super iper immensa camera. Quando se può. Sveglia non troppo mattutina. E direzione Arborea facciamo contenta Lidia che non l’aveva ancora vista. Biglietti e poi direzione Oristano a prendere il treno. Festeggiamo il compleanno di Antonio e purtroppo ci salutiamo. La via dei giganti dove è iniziato finisce: in stazione.

Guardo gli altri. Siamo un po’ tristi, i nostri compagni che vanno verso Sassari ci mancano già.

 

Pensavate che avessimo finito?? Arrivati a Cagliari, Roberto si aggiunge ed andiamo a conquistarci la Sella del Diavolo. Aver accompagnato Federico e Lidia alla Sella del Diavolo mi rende contento.

alla prossima

nik

#cammino100torri

#viadeigiganti

#settimanasanta

One thought on “DIARIO della settimana santa 2016-SINIS

  1. Mi piace questo reso conto del cammino , ricordi che fanno bene alla mia anima , tanto sono stata felice , grazie Nicola , grazie a tutti 😘😘😘

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