BICItorristi Ogliastra

31 marzo 2017

E questa volta ci tocca l’Ogliastra, selvaggia e lontana da raggiungere, ma.. come sempre.. si può fare 🙂 All’arrivo, parcheggiamo le auto a Marina di Tertenìa e montiamo le bici. C’è chi ha una vera officina nel cofano e chi.. invece.. sa che ce l’hanno gli altri… L’ora legale ci ha fatto fare un po’ tardi, ma ci mettiamo subito alla ricerca della prima torre di oggi, San Giovanni di Sarralà. Un po’ di sterrato ed eccola che sbuca tra la macchia mediterranea. È diversa dalle altre, sembra un fortino militare, alta, con tantissime feritoie, molte aggiunte nella seconda guerra mondiale. Visitiamo i suoi 3 piani, il pavimento in ciottolato e l’enorme terrazza, ora vuota, ma dove prima stavano 4 cannoni. Noi preferiamo la vista spettacolare 🙂 Leggiamo la sua storia fatta di attacchi saraceni.. è affascinante e finalmente.. ora.. che tutto è finito.. possiamo dire… senza paradossi… che è bellissima!
Procediamo verso sud, direzione seconda torre di oggi. Decidiamo di raggiungerla passando dalle montagne e di fare il ritorno lungo costa. La campagna è una nuvola di fiori, gialli, bianchi, viola… i peri selvatici sono bianchissimi e ci accompagnano fino alle prime salite. I telefoni cominciano a non prendere.. la strada è lunga, tortuosa.. ci arrampichiamo in alcuni tratti quasi proibitivi, con pendenze intorno al 35%!! ma piano piano… yehaaa.. arriviamo su in alto. Le vallate sono immense, non leggiamo più bene la traccia e.. guarda caso.. sbagliamo strada.. scendiamo per la fiancata del monte, tra capre, mucche, tori, maiali.. e raggiungiamo alcune fattorie dove ci spiegano come fare per ritornare sul percorso giusto.
Attraversiamo per due volte un fiumiciattolo e risaliamo per la catena di monti parallela. Siamo senza tracce.. non prende niente da queste parti.. ma non ci scoraggiamo 🙂 Il terreno pietroso ci rallenta e la risalita è una sofferenza, ma noi agonisti sappiamo che nello sport questa sofferenza aggiunge.. non toglie.. te la porti dietro negli anni come una forza a volte anche incontenibile, ma potente, una bussola speciale per i momenti più delicati…
E quando arrivi in cima ti rendi conto che è stata quasi catartica.. liberatoria.. e l’entusiasmo risale a mille!

In sostanza, anche questa seconda montagna è superata.. che ridere..
Vediamo il mare dall’alto e scendiamo verso la parte più triste della giornata.. il Salto di Quirra, la zona militare, l’ennesima in Sardegna, da tempo ormai letteralmente morsicata su tutti i lati, quasi come un torsolo di mela, a disegnare una geografia dell’isola completamente diversa..
Quirra è un’area militare diversa dalle altre. Puoi passarci in mezzo.. e così pedaliamo tra due cortine altissime di filo spinato e decine di cartelli gialli che proibiscono il passaggio. Dietro.. la primavera esplode nella nostra meravigliosa vegetazione.. cespugli e fiori sono un tappeto e quasi ci guardano da lì.. come dietro le sbarre di una prigione.. eppure non hanno fatto niente, anche se involontariamente nascondono tra di loro i resti delle varie esercitazioni militari.

Situazione anomala, difficile spiegare cosa si prova.. a me.. nel silenzio.. sale il pianto e non vedo l’ora di superare la zona.
La Torre Murtas è lì vicino, la raggiungiamo in poco tempo e anche lei.. incredibile.. è circondata da strutture militari. È decisamente la torre che mette più ansia tra quelle viste.. a guardia di un mare spettacolare, ma disseminato di proiettili e quant’altro..
La strada per il ritorno vale tutto il biglietto! Stretta e pietrosa per kilometri, pedaliamo con il mare subito a destra, mentre a sinistra scorrono pareti rocciose altissime, regno dell’arrampicata. Qui è tutto rosso, le rocce assumoso forme stranissime e suggestive. La zona è assurda e meta di numerose escursioni di trekking. Incontriamo la “Maschera di pietra” e vediamo in lontananza il famoso “Dillosauro”, un granito del Giurassico stretto e altissimo, conosciuto anche come “dito di Dio” e da qualcuno di noi scambiato per “una stufa a pellet” (!?!?).
Si fa sera e dobbiamo rientrare.. arriviamo alle auto alle 20.. sfiniti e con i quadricipiti alla Rummenigge ma.. sono sicura.. ne parleremo per giorni.. ci rivedremo le tracce.. guarderemo le foto.. rideremo di tutto, anche della catena maledettamente saltata due volte.. ma poi.. finalmente.. programmeremo la prossima… e tutto tornerà al suo posto


Cammino 100 torri

 

ANTONELLA CASULA

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